America Against Itself

The political assassination of Charlie Kirk has highlighted the divisions that characterize American society today and brought back into focus one of the fundamental concerns that has haunted the United States since its founding nearly 250 years ago. The opening line of the U.S. Constitution declares its purpose: “To form a more perfect Union.”

This has been the ongoing challenge of American politics, from the Constitutional Convention of 1787 — which debated how to count enslaved people for congressional representation — to the Civil War. Other profound divides include the isolationist debate before the sinking of the Lusitania in World War I and the similar debate preceding Pearl Harbor, which ultimately brought America into World War II. Later, the treatment of African Americans divided North and South until Congress passed the Civil Rights Act in 1964.

Kirk’s assassination is the latest in a series of political killings, part of a wave that began with the attempted murder of Congresswoman Gabby Giffords in 2011 and Congressman Steve Scalise in 2017. More recently, two Democratic state legislators in Minnesota were shot, one fatally. President Donald Trump was the target of two assassination attempts last year. In April 2025, the home of Pennsylvania Governor Joshua David Shapiro was set on fire. This year, a young man — apparently driven by personal resentment — was charged with murdering a health insurance company executive and later became a kind of folk hero online.

What is happening in America? Political rhetoric has become incendiary, mirroring the growing divide between the extremes of the two major political parties. The internet amplifies this division, as do politicians’ speeches. Vulgarity has entered public discourse, with each side accusing the other of fascism, only to be accused in return of communism. Elite universities, after decades of declining tolerance for viewpoints differing from those of their faculties — alongside a growing tolerance of antisemitism — now play a key role in this toxic mix, encouraging the demonization of political opponents and nurturing a climate that fuels political violence.

The result is that social norms and cohesion, which once sustained civil discourse, have eroded and may have lost their ability to shape behavior. In turn, political leaders no longer promote change through debate and argument — the legitimate forms of persuasion. The question for American society now is whether it can step back from the brink of this abyss. Has the hope of “forming a more perfect union” vanished?


Seth Cropsey is the founder and president of Yorktown Institute.

This article originally appeared in Italian in the L’Osservatore Romano.


L’America contro sé stessa

 

L’omicidio politico di Charlie Kirk ha messo in evi denza le divisioni che caratte rizzano oggi la società ameri cana e ha riportato alla luce una delle principali preoccu pazioni che hanno tormentato gli Stati Uniti sin dalla loro fondazione, quasi 250 anni fa. La prima frase della Costituzione statunitense dichiara il suo obiettivo: «Formare un’unione più perfetta».

«Formare un’unione più perfetta» è stata la sfida costante della politica americana, dal dibattito della Convenzione costituzionale del 1787 su come contare gli schiavi ai fini della rappresentanza al Congresso, fino alla Guerra Civile. Altre profonde divisioni nella politica americana includono il dibattito su l’isolazionismo che precedette l’affondamento del Lusitania prima della Prima guerra mondiale e un dibattito simile che precedette l’attacco a Pearl Harbor, che portò gli Stati Uniti a entrare nella Seconda guerra mondiale. Successivamente, il trattamento riservato agli afroameri cani ha diviso gli Stati del Nord e del Sud fino all’approvazione, da parte del Congresso, del Civil Rights Act del 1964.

L’omicidio di Kirk è l’ulti mo di una serie di omicidi po litici, la cui ondata più recente è iniziata con il tentato omici dio di Gabby Giffords nel 2011 e di Steve Scalise nel 2017, en trambi membri del Congresso. Più recentemente, due membri democratici della legislatura statale del Minnesota sono stati colpiti da arma da fuoco, uno dei quali è morto. Il presidente, Donald Trump, è stato bersaglio di due tentativi di as sassinio lo scorso anno. Nell’aprile 2025, la casa del governatore della Pennsylvania, Joshua David Shapiro, è stata incendiata. Sempre quest’anno, un giovane uomo, apparentemente spinto dal rancore personale, è stato accusato di aver ucciso un dirigente di una compagnia di assicurazioni sanitarie. Grazie a internet, che funge da valvola di sfogo per una varietà apparentemente infinita di patologie sociali, questo giovane è in seguito diventato una sorta di eroe popolare.

Che cosa sta succedendo in America? La retorica politica è diventata infuocata, riflettendo la crescente divisione tra gli estremi dei due principali partiti politici. Internet alimenta questa divisione, così come fanno i discorsi dei politici. Il turpiloquio è entrato nel dibattito pubblico, mentre una parte accusa l’altra di fascismo e viene a sua volta accusata di comunismo.

Le università d’é lite americane, dopo decenni di progressivo declino verso l’intolleranza delle opinioni che si discostano da quelle dei docenti e verso la tolleranza dell’antisemitismo, rappresen tano un elemento importante di questo mix tossico che inco raggia la demonizzazione de gli avversari politici e promuo ve un clima che nutre la violenza politica.

Il risultato è che le norme sociali e la coesione che, quanto meno, mantenevano vivo un discorso civile si sono logorate e potrebbero aver perso la capacità di modellare i comportamenti. Di conseguenza, un leader politico che cercava di promuovere il cambiamento attraverso il dibattito e l’a rg o – mentazione — le forme legittime di persuasione — non c’è più. La domanda per la società americana è se sia possibile tornare indietro dall’orlo di questo abisso: la speranza di «perfezionare la nostra unione» è ormai svanita?

 

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